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<figure id="attachment_4047" aria-describedby="caption-attachment-4047" style="width: 628px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-4047" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/01/Cicciolina-Ilona-Staller1-300x214.png" alt="Ilona Staller Cicciolina Ricercata" width="638" height="455" /><figcaption id="caption-attachment-4047" class="wp-caption-text">Ilona Staller</figcaption></figure>
<p><strong>Per le autorità degli Stati Uniti, Ilona Staller è ricercata: l&#8217;ex pornostar Cicciolina rischia l&#8217;arresto. La donna portò il figlio minorenne prima in Ungheria e poi in Italia, &#8220;rapendolo&#8221; dalla loro casa di New York, oltre 20 anni fa</strong></p>
<p> ;</p>
<p>Per gli<strong> Stati Uniti</strong> <strong>Ilona Staller</strong> (<strong>Cicciolina</strong>) rischia l&#8217;<strong>arresto</strong>, in quanto <strong>ricercata</strong>. A diffondere l&#8217;informazione all&#8217;agenzia &#8220;Dire&#8221; è stato il suo avvocato, <strong>Luca Di Carlo</strong>. Secondo il <strong>legale</strong>, un errore della giurisdizione statunitense farebbe dell&#8217;<strong>ex deputata</strong> del Parlamento Italiano una fuggitiva. Sebbene assolta dal nostro tribunale, infatti, Staller sarebbe ancora nel mirino della legge americana. L&#8217;ordine di arresto nei confronti della donna, infatti, sarebbe sempre lo stesso, mai revocato, secondo quanto fa sapere Di Carlo. &#8220;Per loro è una fuggitiva. Farò immediatamente una richiesta per la revoca dell’ordine d’arresto ed evidenzierò i motivi anche al presidente Donald Trump perché è un fatto internazionale legalmente chiuso&#8221;, questa la sua dichiarazione. Le sue proteste sono tutte contro la Corte Suprema di New York, che emise l&#8217;ordinanza di arresto di Ilona Staller all&#8217;epoca dei fatti.</p>
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<h2>Ilona Staller rischia l&#8217;arresto: il reato</h2>
<p>Rischia l&#8217;<strong>arresto</strong> <strong>Ilona Staller</strong> (<strong>Cicciolina</strong>), in quanto <strong>ricercata</strong> negli <strong>Stati Uniti</strong>. La donna avrebbe commesso il reato in questione oltre 20 anni fa, quando era sposata col l&#8217;artista statunitense <strong>Jeff Koons</strong>. Dalla loro residenza di New York, Staller portò via suo figlio, allora minorenne, e lo condusse prima in Ungheria, poi in Italia. Il suo gesto, un rapimento per la legge, comportò un immediato mandato di cattura internazionale, a cui seguì un processo durato circa due anni. Grazie alla difesa dell&#8217;avvocato Di Carlo, Ilona Staller riuscì a vincere la causa presso il Tribunale Italiano. Giunta dinanzi alla Corte d&#8217;Appello di Roma, infatti, l&#8217;ex pornostar ungherese ottenne l&#8217;assoluzione, e cadde la richiesta di Koons di ottenere 6 milioni di risarcimento dalla moglie.</p>
<p> ;</p>
<p>Se in Italia l&#8217;esito della vicenda fu abbastanza felice, non si poté dire altrettanto per gli Stati Uniti, che impugnano ancora il mandato d&#8217;arresto e, anzi, tornano a farsi sentire. Non valse a molto la richiesta di grazia che nel 2016 Ilona Staller inoltrò all&#8217;allora presidente Barack Obama. Quello fu un anno particolare, in cui la donna fece parlare di sé inseguito all&#8217;ospitata a &#8220;Domenica Live&#8221;, su canale 5. In quell&#8217;occasione la donna, in studio con il figlio 24enne, aveva rispolverato i fatti che le costarono l&#8217;accusa di rapimento. &#8220;Ho rapito mio figlio. Ho tinto i capelli castani e messo lenti a contatto colorate. Non posso raccontare tutto, però, uscirà un libro&#8221;, questo fu l&#8217;annuncio di Staller ai microfoni di Mediaset</p>
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