Scuola, grembiule obbligatorio: l'idea di Salvini piace al centrosinistra
Vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini (Niccolò Caranti, Wikipedia)

L’idea di Salvini di reintrodurre il grembiule obbligatorio a scuola fa storcere il naso a molti, eppure non dispiace al tutto il centrosinistra

Il tema del grembiule obbligatorio a scuola torna ciclicamente all’ordine del giorno della politica, scatenando inevitabili polemiche, pareri contrastanti e opinioni diverse.

Stavolta a riaccendere la miccia ci ha pensato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini che vorrebbe rivedere la divisa scolastica “almeno nelle scuole elementari”.

“Rimettere il grembiule” ha spiegato nel studi di Tg2Italia, “farebbe bene ai bambini ed eviterebbe simboli di diversità”.

Secondo il leader leghista, quella dei grembiuli obbligatori sarebbe quindi “un’occasione di parità”.

Così, secondo Salvini, si eviterebbe la sottolineatura delle differenze sociali tra i bambini,  “tra chi ha felpe a 400 euro” e chi “indossa golfini a 20 euro”.

La reazione delle opposizioni non si è fatta attendere, con in prima fila chi definisce la proposta un ritorno a schemi del passato ormai superati.

Ma, seguendo la moda di provare a contrastare la continua ascesa del leader della Lega sui “suoi” temi, c’è chi, nel centrosinistra, arriva a sposare la proposta di Salvini.

Scuola, grembiule obbligatorio: l’idea di Salvini convince Gori del centrosinistra

Il sindaco uscente di Bergamo, Giorgio Gori, che sta forse gettando le basi per la campagna elettorale ormai alle porte, prova a sfidare la Lega, data grande favorita nella corsa per il nuovo sindaco.

“Non mi capita spesso – afferma Giorgio Gori sul suo profilo Twitter-  di essere d’accordo con Salvini, per cui lo segnalo. Penso anch’io che sarebbe giusto reintrodurre il grembiule nella scuola dell’obbligo”.

“Per la moda c’è tempo, e così per l’abito espressione della personalità. Meglio un po’ di sana uguaglianza“, conclude nel tweet Gori.

La questione nasce dalle polemiche per le divise tanto amate dal ministro dell’Interno e contestate da alcuni organi, come i vigili del fuoco. 

Per il ministro dell’Interno, però, la sua ‘moda’ è solo un ‘segno di riconoscimento’ – ad esempio –  “per chi ogni giorno sacrifica la propria vita per gli italiani”.

 

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