<figure id="attachment_3209" aria-describedby="caption-attachment-3209" style="width: 1014px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-3209" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/01/James_D_Watson-min.jpg" alt="James Watson, il ‘padre’ del DNA, ha perso i titoli onorifici per frasi razziste" width="1024" height="1028" /><figcaption id="caption-attachment-3209" class="wp-caption-text">Dr. James D. Watson (James D Watson Genome Image.jpg, Wikipedia)</figcaption></figure>
<p><strong>In seguito alle di gravissime affermazioni razziste, il Cold Spring Harbor Laboratory (CSHL) ha deciso di togliere i titoli onorifici al biologo James Dewey Watson, premio Nobel e considerato uno dei &#8216;padri&#8217; del DNA</strong></p>
<p>Il <strong>Cold Spring Harbor Laboratory (CSHL)</strong> ha deciso di togliere al <strong>biologo</strong> i titoli <strong>onorifici.</strong></p>
<p>La decisione, dopo le gravi frasi<strong> razziste</strong> pronunciate da <strong>Watson</strong>, <strong>premio Nobel</strong> e &#8216;<strong>padre&#8217; del DNA.</strong></p>
<p>&#8220;<strong>Chancellor Emeritus, Oliver R. Grace Professor Emeritus, and Honorary Trustee</strong>&#8221; sono i titoli ritirati.</p>
<p>Il biologo britannico 90nne ha vinto il Premio Nobel per la <strong>Medicina</strong> nel <strong>1962</strong> per aver scoperto assieme ad alcuni colleghi la<strong> struttura a doppia elica</strong> del DNA.</p>
<p>Watson, che era recidivo, in un recente documentario targato<strong> Pbs</strong> ha affermato che i <strong>neri</strong> hanno uno <strong>quoziente intellettivo inferiore</strong> a quello dei <strong>bianchi</strong> per ragioni <strong>genetiche.</strong></p>
<p>Lo scorso 2 gennaio infatti, la PBS ha mandato in onda il documentario &#8220;<strong>American Masters: Decoding Watson</strong>&#8221; con un&#8217;intervista allo studioso che si è soffermato sul tema dell&#8217;etnia e della genetica.</p>
<p>Watson ha dichiarato che i neri avrebbero un quoziente intellettivo (QI) medio inferiore a quello dei bianchi, e che ci sarebbero prove genetiche al riguardo.</p>
<p>&#8220;Esisterebbero differenze genetiche che determinerebbero un notevole divario&#8221; tra i due ceppi etnici sul piano del &#8220;quoziente intellettivo&#8221;, ha affermato.</p>
<h2>James Watson, il ‘padre’ del DNA, ha perso i titoli onorifici per frasi razziste. Il duro comunicato del CSHL</h2>
<p>Il Cold Spring Harbor Laboratory ha preso nettamente le distanze dalle frasi razziste di James Watson e dalle sue affermazioni sul DNA attraverso un <strong>comunicato</strong> molto duro.</p>
<p>Il CSHL ha giudicato le parole del biologo infondate, spericolate, riprovevoli e naturalmente del tutto personali.</p>
<p>Il consiglio del laboratorio ha inoltre deciso di <strong>revocare</strong> anche i titoli di &#8220;Chancellor Emeritus, Oliver R. Grace Professor Emeritus, and Honorary Trustee&#8221;.</p>
<p>Resta il rispetto per l&#8217;importanza del lavoro condotto, ma questo non ha nulla a che vedere con l&#8217;uso della scienza per corroborare il pregiudizio, come riportato fermamente nello stesso comunicato.</p>
<p>La dichiarazione del biologo, immediatamente accolta con disapprovazione dalla<strong> comunità scientifica</strong>, risulta inoltre non essere la prima.</p>
<p>Anche in passato infatti, Watson si era lanciato in diverse affermazioni razziste.</p>
<p>Già nel <strong>2007</strong> il suo laboratorio gli revocò tutti i doveri amministrativi e lo status di cancelliere. Mantenne però il suo studiolo e continuò a lavorarci, dopo aver ritrattato e chiesto scusa.</p>
<p>Il figlio di James Watson, Rufus, ha difeso il padre dichiarato ai media: &#8220;Mio padre è stato subito dipinto come<strong> bigotto e razzista</strong>, ma ritengo ridicole tali accuse. Ha semplicemente condiviso quello che è emerso dalle sue ricerche nel campo della<strong> genetica.</strong></p>
<p>Mio padre ha trascorso quasi tutta la vita in laboratorio e ogni sua parola si basa solo sulle evidenze scientifiche raccolte in oltre sessant’anni di attività. Il mondo accademico gli deve rispetto&#8221;.</p>
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