(Getty Images)

E’ alle porte, dopo quello storico del 12 giugno 2018, un nuovo summit tra Trump e Kim Jong-un. Lo anticipa il Presidente sudcoreano Moon Jae-in

Trump non riesce a vincere la resistenza dei dem ad accordargli i fondi per la costruzione della barriera difensiva al confine con il Messico. Sullo sfondo, sempre più minacciosa,  la prosecuzione sine die dello shutdown, la paralisi del governo federale per la mancata approvazione del relativo budget. Eppure a breve “The Donald” potrebbe piazzare un colpo in grado di risollevarne l’immagine. Secondo il presidente sudcoreano Moon Jae-in, la recente visita in Cina di Kim Jong-un, in occasione del suo 35esimo compleanno, sarebbe  stato il prologo di un imminente summit con Trump. Il secondo dopo quello storico andato in scena il 12 giugno 2018. Moon Jae-in, inoltre, si dice convinto che la volontà dell’uomo forte di Pyongyang di arrivare alla completa denuclearizzazione della penisola coreana sia credibile.

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Del resto la denuclearizzazione è la strada maestra per porre termine alle sanzioni economiche, imposte dagli Usa, che deprimono l’economia della Nord Corea, tra i più poveri Paesi del mondo. Una svolta che ha anche la benedizione del potente alleato cinese Xi Jinping che, da parte sua, ha assicurato pieno sostegno nel favorire un accordo per la soluzione politica delle questioni ancora aperte nella penisola coreana. La visita a Pechino di Kim Jong-un aveva  proprio lo scopo di riconfermare, in vista del secondo round di negoziati con gli Usa, l’alleanza con la Cina. Infatti, il gigante asiatico è l’unico, vero sponsor del regime di Pyongyang sin dai tempi del capostipite della dinastia Kim Il Sung. Ciò spiegherebbe l’ottimismo fatto trapelare da Kim Jong-un, sicuro di centrare buoni risultati al secondo vertice con Trump.

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