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<figure id="attachment_2601" aria-describedby="caption-attachment-2601" style="width: 1014px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-2601" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/01/police-3394767_960_720.jpg" alt="Terrorismo, parla il pentito della Jihad: 15 arresti in Sicilia" width="1024" height="683" /><figcaption id="caption-attachment-2601" class="wp-caption-text">Auto, Carabinieri (djed, Pixabay)</figcaption></figure>
<p><strong>La Dda di Palermo, nata dalle parole di un pentito della Jihad, ha disposto 15 provvedimenti di fermo in Sicilia per diverse accuse tra cui terrorismo</strong></p>
<p><strong>La Dda di Palermo</strong> ha disposto 15 provvedimenti di fermo in <strong>Sicilia</strong>, per diverse accuse tra cui<strong> terrorismo</strong>, dopo aver sentito le dichiarazioni di un <strong>pentito della Jihad.</strong></p>
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<p>I provvedimenti di fermo sono arrivati a <strong>15 persone</strong> accusate di istigazione a commettere delitti in materia di terrorismo e associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.</p>
<p>Inoltre, le accuse parlano anche di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, ingresso illegale di migranti nel territorio nazionale ed esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria.</p>
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<p>L&#8217;inchiesta è partita dalle parole di un uomo in carcere a Genova: &#8220;Vi sto raccontando quello che so perché voglio evitare che vi troviate un esercito di <strong>kamikaze</strong> in Italia&#8221;.</p>
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<p>L&#8217;indagine, come detto quindi, è scattata grazie alla collaborazione del detenuto nel carcere di Genova.</p>
<p>L&#8217;uomo ha raccontato agli inquirenti di essere a conoscenza dell’esistenza di una <strong>organizzazione criminale.</strong></p>
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<p>Quest&#8217;ultima gestiva un <strong>traffico di esseri umani</strong>, contrabbandava tabacchi e aiutava ad espatriare soggetti ricercati in Tunisia per reati legati al terrorismo.</p>
<h2>Terrorismo, parla il pentito della Jihad: 15 arresti in Sicilia. L&#8217;inchiesta</h2>
<p>L&#8217;inchiesta, condotta dal Ros dei carabinieri coordinati dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dai sostituti Gery Ferrara e Claudia Ferrari, vede al centro la tratta di migranti dalla Tunisia a bordo di scafi veloci.</p>
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<p>Gli appartenenti all’organizzazione criminale avrebbero rappresentato &#8220;una attuale e concreta minaccia alla <strong>sicurezza nazionale</strong>&#8220;, secondo quanto affermato dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia, guidati da Francesco Lo Voi nel provvedimento di fermo.</p>
<p>&#8220;Rischio terrorismo di matrice jihadista&#8221;, è quanto affermato dagli investigatori.</p>
<p>Secondo quest&#8217;ultimi<b>,</b> &#8220;sussistono significativi ed univoci elementi&#8221; per ritenere che l’organizzazione sia tutt&#8217;ora pericolosa perché fornisce &#8220;a diversi clandestini un passaggio marittimo occulto, sicuro e celere che, proprio per queste caratteristiche, risulta particolarmente appetibile anche per quei soggetti ricercati dalle forze di sicurezza tunisine, in quanto gravati da precedenti penali o di polizia ovvero sospettati di connessioni con <strong>formazioni terroristiche di matrice confessionale</strong>&#8220;.</p>
<p>Nello specifico, uno degli indagati risulta essere contiguo &#8220;ad <strong>ambienti terroristici</strong> a sfondo jihadista <strong>pro Isis</strong> in favore di cui, attraverso la sua pagina Facebook, ha posto in essere una significativa azione di <strong>propaganda </strong>jihadista con incitamento alla violenza ed all’odio razziale&#8221;.</p>
<p>Inoltre, un &#8220;ulteriore segno di radicalizzazione a sfondo religioso” è rappresentata, secondo gli inquirenti, dall’iscrizione dell’indagato al gruppo Facebook &#8220;Quelli al quale manca il paradiso&#8221;.</p>
<p>Sul suo profilo Facebook, sottolineano ancora gli inquirenti, trovati video e foto che inneggiavano all’Isis ed immagini di decapitazioni.</p>
<p>Sui social, l&#8217;indagato scriveva: &#8220;Il martirio e la jihad la sola via per aspirare al paradiso&#8221;. L’uomo è ritenuto uno dei cassieri dell’organizzazione e i pm sospettano che abbia usato il denaro guadagnato coi viaggi nel Canale di Sicilia anche per finanziare attività terroristiche.</p>
<p>Leggi anche &#8211;>; <a href="https://www.chenews.it/2019/01/07/siria-combatteva-curdi-morto-italiano-bergamo/">Siria, combatteva con i curdi: morto un italiano di Bergamo</a></p>
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