Violenza negli stadi: niente stop partite per cori discriminatori

Salvini e Giorgetti (LaPresse)

Dopo la riunione dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive ribadito l’impegno di tutte le componenti coinvolte nel debellare la violenza  ma niente stop e chiusure degli stadi per i cori discriminatori

Si è svolto l’attesa riunione straordinaria, al Ministero dell’Interno, dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive. Presenti il Ministro Salvini, il sottosegretario, con delega allo Sport, Giorgetti, il capo della polizia Gabrielli ed i vertici dello sport. Tutti i convenuti hanno ribadito la necessità di sradicare la violenza fisica e verbale. Un po’ di delusione da parte di chi si aspettava l’annuncio del varo di misure eclatanti per arginare il fenomeno della violenza negli stadi. Invece la riunione è servita solo per riaffermare dei sacrosanti principi: certezza e severità della pena, rapidità dei giudizi  ed aggravanti specifiche. Sul piano operativo è stata soltanto ravvisata la necessità di potenziare la figura dello steward. Infatti, contrariamente a quanto avviene nelle altre leghe, lo steward in Italia non è dotato di poteri di intervento in caso di disordini.

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Dunque, niente pugno duro nei confronti di chi allo stadio si macchia di reati vergognosi come i cori a sfondo razzistico. Il Ministro dell’Interno Salvini ha riconfermato la propria contrarietà alla chiusura degli stadi ed al divieto delle trasferte. Significherebbero, per il leader del Carroccio, la resa dello Stato in quanto incapace di enucleare la sparuta minoranza di violenti salvaguardando il diritto dei tifosi perbene a seguire la propria squadra del cuore. Senza contare che la chiusura degli stadi come sanzione per i cori xenofobi darebbe un enorme potere di ricatto nei confronti dei club ad una frangia minoritaria. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sottosegretario Giorgetti che specifica che per le trasferte è al vaglio la regolamentazione della  relativa vendita dei biglietti piuttosto che vietarle.