Quota 100, buonuscita congelata per gli statali

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Gli statali che andranno in pensione in anticipo sfruttando lo scivolo della Quota 100 dovranno raggiungere i requisiti della Legge Fornero per la liquidazione della buonuscita

E’ uno dei provvedimenti bandiera della componente leghista del governo, uno dei due nodi, l’altro è il reddito di cittadinanza, oggetto del difficile negoziato con la Commissione Ue. Stiamo parlando del superamento della Riforma pensionistica Fornero con la c.d. Quota 100, ossia 62 anni di età e 38 di contributi. Un salasso per le casse dello stato, secondo autorevoli economisti e le opposizioni parlamentari. Eppure il provvedimento, tanto caro ai leghisti, ha ricevuto il via libera dalla Commissione Ue, evidentemente dopo talune concessioni in ordine alla sua sostenibilità economica. Cominciano a filtrare le prime indiscrezioni sulle norme che disegneranno il perimetro del decreto ad hoc per rendere esecutiva Quota 100. E non sono buone notizie per gli statali che si serviranno dello scivolo della Quota 100 per andare in pensione in anticipo.

Quota 100, buonuscita congelata per gli statali: le regole

Per gli statali, infatti, il trattamento di fine rapporto verrà liquidato solo dopo aver maturato i requisiti previsti dalla legge Fornero, ossia una volta raggiunto i 67 anni di età. Nello specifico, 67 anni di età o 42 anni e 10 mesi, 41 anni e 10 mesi per le donne, di anzianità contributiva. Rimarranno, invece, inalterate le attuali modalità di erogazione della buonuscita. Se l’importo è inferiore ai 50 mila euro, il tfr  verrà erogato in un’unica soluzione, tra i 50 mila ed i 100 mila in due rate, oltre 100 mila in tre rate.  Un espediente necessario per evitare l’emorragia di soldi pubblici nel caso in cui si erogassero immediatamente le liquidazioni dei dipendenti pubblici. Un costo stimato in 7 miliardi che si aggiungerebbero ai 21 miliardi dell’esborso triennale del provvedimento a regime.