<figure id="attachment_1670" aria-describedby="caption-attachment-1670" style="width: 630px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-1670" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2018/12/Agung_usgs-300x195.jpg" alt="Indonesia Vulcano" width="640" height="415" /><figcaption id="caption-attachment-1670" class="wp-caption-text">Il vulcano Anak Krakatoa, &#8220;il piccolo Krakatoa&#8221;. </figcaption></figure>
<p><strong>In Indonesia, l’allarme per il vulcano “figlio” del Krakatoa sale al livello più alto. Deviati gli aerei. Il portavoce della protezione civile: “Rischio di nuove eruzioni e tsunami”.</strong></p>
<p>Sale la paura di un altro <strong>tsunami in Indonesia </strong>dopo quello che, sabato 22 dicembre, ha provocato centinaia di morti e migliaia di dispersi. <a href="https://www.chenews.it/2018/12/23/tsunami-indonesia-krakatoa-168morti/">L’ultimo bilancio dell’agenzia per le emergenze parla di 429 vittime accertate, circa 1.500 feriti e130 dispersi e oltre 16mila sfollati.</a> Nel corso della giornata di oggi, le autorità hanno alzato l&#8217;allerta per il vulcano <strong>Anak Krakatoa</strong>. Il pericolo passa al livello più alto sui quattro previsti dalla scala di rischio della <strong>Protezione Civile Indonesia</strong>. La nuova zona di sicurezza vietata a residenti e turisti intorno al monte ha<strong> un raggio di 5 chilometri</strong>. Tutti i voli che passano intorno al vulcano dovranno deviare su altre rotte fino a nuove disposizioni delle autorità Indonesiane.</p>
<h2>Indonesia: c&#8217;è il rischio di nuove eruzioni</h2>
<p>Il portavoce della protezione civile indonesiana, Sutopo Purwo Nugroho, ha spiegato che &#8220;c&#8217;è il rischio di nuove eruzioni. Le persone nelle vicinanze del vulcano possono essere colpite da <strong>rocce, materiale piroplastico o ceneri</strong>&#8220;. Ma il pericolo è anche per le <strong>frane</strong> che potrebbero generare un altro tsunami: l<strong>a distanza dal mare</strong> considerata sicura è fra i 500 metri e il chilometro dalla riva. Intanto, l’<strong>aggravarsi delle condizioni </strong><b>meteorologiche</b> sta rendendo sempre più difficoltose le operazioni dei soccorritori. Ieri il vento portava &#8220;<strong>cenere e sabbia</strong>&#8221; dal vulcano sulle vicine città di Cilegon e Serang a Giava, dove ai residenti è stato consigliato di indossare maschere e occhiali all&#8217;aperto.<strong> Piogge torrenziali</strong> hanno inoltre provocato gravi inondazioni in altre zone, ostacolando lo sforzo dei soccorsi. Gli operatori sanitari hanno avvertito che le scorte di <strong>acqua pulita e medicinali</strong> si stanno esaurendo, alimentando i timori di una <strong>crisi di sanità pubblica</strong>.</p>