Napoli, salumiere ucciso dopo rapina: fiaccolata per Antonio Ferrara – VIDEO

fiaccolata pietruccio montesanto
 La Chiesa di Santa Maria di Montesanto

La fiaccolata in piazza Montesanto per “Pietruccio”, alias Antonio Ferrara, il salumiere di Napoli morto di infarto nel corso di una rapina

La sera del 6 dicembre, alle 19.30 circa, un uomo armato irrompeva nel negozio “Pietruccio” sito a Montesanto, nel cuore di Napoli, con l’intenzione di rapinare il proprietario Antonio Ferrara e appropriarsi dell’incasso di giornata. Dopo una breve colluttazione con il Ferrara, l’uomo si allontanava dal minimarket facendo perdere le proprie tracce mentre il salumiere si accasciava al suolo a causa di un malore sopraggiunto. Inutile, purtroppo, il soccorso dei clienti presenti e testimoni del fatto.

Tantissimi cittadini e abitanti dello storico quartiere della Pignasecca, a Napoli, hanno risposto all’appello di Don Michele Madonna, parroco della chiesa Santa Maria di Montesanto, riunendosi per una fiaccolata commemorativa organizzata giovedì 13 dicembre alle ore 21.30. L’idea è nata in seguito all’episodio che ha coinvolto lo storico e amato salumiere 64enne Antonio Ferrara, stroncato da un malore nel corso di una rapina il 6 dicembre scorso.

Nonostante la pioggia, circa duecento persone, candele alla mano, hanno voluto stringersi nel ricordo dell’amico e commerciante intorno ad un palchetto allestito per l’occasione e insieme si sono unite per riportare la speranza nel quartiere e urlare “no” all’illegalità e al male. Mentre i giovani mettevano in scena un breve flash mob, il parroco parlava alla comunità: “so che vi chiedo un sacrificio ma esserci è veramente importante. Non per me, ma per l’iniziativa che ha come obiettivo di cambiare i cuori. Non si camminerà. Si resterà in piazza“.

Salumiere ucciso a Napoli dopo la rapina, lo sviluppo delle indagini

Intanto emergono sviluppi nelle indagini sulla morte di Antonio Ferrara, il salumiere rimasto ucciso nel corso di una rapina a causa di un infarto

Ieri, il gip Paola Piccirillo ha firmato la convalida del fermo a carico del reo confesso smontandone in parte la versione minimalista offerta agli inquirenti lunedì scorso e definendo il reato “un raid premeditato e violento”. L’uomo infatti aveva confessato di  aver minacciato Don Antonio chiedendogli 100 euro e di aver appreso della sua morte solo successivamente.

Otto pagine per chiudere il cerchio attorno all’indagato, secondo quanto scritto da “il Mattino” che riporta la motivazione espressa dal gip nella convalida del fermo: “aggredire una persona anziana, sovrastarla fisicamente nel tentativo di impedirle qualsiasi reazione, minacciarla con una pistola significa assumersi la responsabilità di provocare un infarto, di uccidere la vittima.”

https://www.facebook.com/antonio.iovine.906/videos/299209624050109/?t=8

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